Il Grande Torino

« Un crepuscolo durato tutto il giorno, una malinconia da morire. Il cielo si sfaldava in nebbia, e la nebbia cancellava Superga »

Era la fine di un pomeriggio primaverile, il 4 maggio 1949, quando l’aereo Fiat G212 con a bordo l’intera squadra del “Grande Torino” precipitò ai piedi della Basilica di Superga avvolta da una folta foschia causata dalle pessime condizioni climatiche. L’aereo in verità doveva atterrare a Milano e non si seppe mai perchè il pilota puntò verso Torino. La squadra, che stava rientrando da un’amichevole a Lisbona contro il Benefica, era considerata una delle più forti del mondo in quel periodo; aveva vinto cinque scudetti consecutivi negli ultimi sette anni (i campionati ’43-’44 e ’44-’45 non vennero disputati a causa della guerra) e i suoi giocatori costituivano la gran parte della Nazionale Italiana. Nello schianto persero la vita 31 persone: l’intera squadra formata da 18 giocatori, i dirigenti e gli accompagnatori, i membri dell’equipaggio e tre dei migliori giornalisti italiani: Renato Casalbore (Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa). Le loro salme furono esposte a Palazzo Madama. Torino si fermò completamente il giorno dei funerali. Più di 500.000 furono le persone presenti, tra cui tutte le principali delegazioni internazionali. Il Governo fu rappresentato nella circostanza dal giovane Andreotti. Il Presidente della Federazione Gioco Calcio, Ottorino Barassi, fece l’appello alla squadra come dovessero scendere in campo: Bacigalupo, Maroso, Ballarin, Mazzola… “Capitan Valentino questa è la quinta Coppa, la Coppa del Torino, guarda com’è grande, contiene il cuore di tutto il mondo”. Queste le parole rivolte alla squadra nell’alzare al cielo il quinto scudetto assegnatole d’ufficio. Quando la squadra morì infatti il campionato non era ancora finito, mancavano quattro giornate al termine, la Figc, su richiesta di Inter e Milan a nome anche delle altre società decisero di assegnare lo scudetto al Torino, alla memoria. La società poté schierare la squadra delle riserve che vinse tutti e quattro gli incontri contro le avversarie squadre di riserva mandate in campo dalle rispettive società per rispetto e solidarietà.

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