Opernplatz

Il 10 maggio 1933

La milizia del partito nazista e i membri delle organizzazioni giovanili del partito accendono nella Opernplatz di Berlino un immenso rogo di libri considerati “degenerati”, anti-tedeschi, o comunque non allineati all’ideologia nazista. In pochi minuti, tra i canti e le urla degli studenti nazionalsocialisti oltre 25.000 volumi vengono divorati dal fuoco: Le opere di Thomas Mann, Eric Maria Remarque, Bertold Brecht, Herbert G. Wells, Ernest Hemingway; di scrittori di origine ebraica come Heinrich Heine, Karl Marx, Sigmund Freud, Maksim Gorki e molti altri spariscono nelle fiamme del delirio nazista. Il ministro della propaganda Joseph Goebbels aveva cominciato nei mesi precedenti una campagna per allineare la vita culturale tedesca ai valori del nazionalsocialismo. All’inizio di aprile l’ufficio propaganda delle associazioni studentesche del partito aveva promosso una campagna nazionale contro lo “spirito anti-tedesco”. Nei giorni seguenti simili roghi si succedono in diverse città tedesche.

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