I magnan e i muleta nel canto popolare

 

 Il canto popolare è un fenomeno dalle origini antichissime. Esso ha accompagnato per millenni le attività umane, scandendone i momenti piú importanti e significativi. In Ticino, come altrove, il canto popolare conserva la memoria storica della comunità, tramandando leggende e tradizioni.

È come uno scrigno all’interno del quale sono conservate gemme di saggezza antica, emozioni dimenticate e storie commoventi. Alcuni canti popolari parlano di mestieri divenuti ormai esotici, come quelli del «magnan» e del «muleta».

Il primo riparava le pentole di rame, ora prevalentemente utilizzate come oggetti decorativi e portafiori. Quando arrivava in paese, strillava questo ritornello: «Oh! donne donne / gh’è chi ‘l magnan / Gh’è la pignatta da sustagnà / Se g’hee le ròta portela a riparà / Oh! donne belle / ‘l magnan si l’è rivaa».

Un altro artigiano ambulante era il «muleta», l’arrotino, che si spostava da un paese all’altro con la mola sulla quale affilava forbici e coltelli. Annunciava il suo arrivo cantando «Oh! donn gh’è chi ‘l muleta / se gh’avii el cortell coi dent / se gh’avii la forbesetta / che taja pü per nient / cortell e forbesetta / o donn portemeii chi / No gh’è nesun muleta / che mola mej de mi».

Le parole di questi canti evocano un’epoca che non è piú, un tempo di fatiche e strenuo lavoro, che conserva però il fascino delle cose belle e pulite, suscitando un po’ di nostalgia e stendendo sugli occhi un velo di commozione.

Fonte: http://www.mattinonline.ch/

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