Assalto del cerchio magico alla segreteria Lega Lombarda!

E’ un dopo Pontida quanto mai rovente in casa Lega Nord. Dopo gli annunci di Bossi che di fatto dà una scadenza precisa a Berlusconi premier – “o ascolta le nostre richieste oppure la sua leadership e la nostra alleanza per il 2013 è tutt’altro che certa” -, il Carroccio si prepara a uno scontro interno legato a un cambio di poteri all’interno del Carroccio.
In base a quanto riportato dal quotidiano svizzero online il Giornale del Ticino (www.giornaledelticino.ch ), dal Giornale e confermato da altre fonti degne di credito, alcuni esponenti vicini a Umberto Bossi chiedono un cambiamento alla segreteria nazionale della Lega Lombarda: si punterebbe a commissariarla su basi di supposti malfunzionamenti e al posto di Giancarlo Giorgetti, storico “colonnello” varesino, nel ruolo di nuova responsabile unica e con “potere decisionale assoluto” sarebbe collocata Rosy Mauro, esponente del cosiddetto “cerchio magico”, ovvero, quel gruppo di “pretoriani” di cui sempre più spesso si parla.
Tra loro ci sarebbero la moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni e quello del Senato Federico Bricolo.
Il tutto sarebbe stato deciso nel corso di una cena pre-Pontida alla quale sarebbe stato presente anche Calderoli.
Il quale avrebbe preso le distanze e se ne sarebbe andato
. Ma non basta: la riforma suggerita dal “cerchio magico” a Bossi prevederebbe anche il commissariamento della segreteria del Veneto.
In questo caso ad assumere pieni poteri sarebbe Bricolo. E in base a quanto ai “si dice” Bossi, in un primo momento, avrebbe avallato la scelta.

Tuttavia, su questa decisione, si sarebbero messi di traverso nientemeno che lo stesso Calderoli e il ministro Roberto Maroni, il varesino che sembra sempre più destinato ad assumere la guida del partito nel dopo Bossi.
La resa dei conti avverrà nel pomeriggio di oggi in via Bellerio, e i bene informati annunciano che se le posizioni resteranno queste potrebbe uscirne uno scontro al “calor bianco” che lascerà strascichi e, politicamente parlando, uomini sul campo.

Intanto la voce si va diffondendo e cresce il malumore nella base leghista. Il Giornale riporta che alcuni sindaci di Varese, nel caso Giorgetti venisse rimosso, “restituirebbero le tessere del partito”.
Probabile che Bossi si renda conto dei problemi seri che potrebbero nascerne e quindi in molti auspicano che non arrivi l’ok definitivo del Senatùr. Perchè il rischio sarebbe quello di un’implosione, di una ribellione mai vista nel Carroccio.
Anche perchè l’attacco a Giancarlo Giorgetti sarebbe letto come un attacco diretto a Roberto Maroni, considerato il legame e l’unità di veduta tra i due.
E se i militanti leghisti lo hanno praticamente coronato a “successore” e l’unico in grado di assumere le funzioni di premier in futuro, uno sgarbo simile nei suoi confronti non potrebbe che avere ripercussioni esplosive nel Carroccio.

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