Ventanni di lotte nel cesso…la Lombardia non esiste…

Niente bandiera né festa della Lombardia

La Lombardia resta senza festa e senza bandiera. Il Comitato tecnico-scientifico incaricato alcuni mesi fa dal consiglio regionale di fare un’istruttoria non è riuscito a trovare l’accordo. Né sulla data né sul simbolo più appropriato per rappresentare la Regione, come era stato previsto dal nuovo Statuto adottato dal Pirellone e da un ordine del giorno imposto dalla Lega Nord, anche se i lumbard avevano deciso di disertare le celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia. Visto che i saggi incaricati di esprimere un giudizio avevano due mesi di tempo e che non è stato raggiunto l’accordo ora toccherà all’aula decidere il da farsi. I cinque membri del Comitato – composto da Salvatore Carrubba, Ada Gigli Marchetti, Elena Riva, Robi Ronza ed Ettore Albertoni – non hanno trovato l’intesa. È stata bocciata così la data del 29 maggio, anniversario della battaglia di Legnano, che era stata sponsorizzata dai lumbard e difesa nella commissione solo dal presidente Ettore Albertoni, vicino alla Lega. Allora gli esperti hanno proposto in alternativa la data del 29 luglio, giorno in cui si insediò nel 1979 la prima giunta del Pirellone. Se la scelta della data aveva diviso, nemmeno la scelta della nuova bandiera ha trovato unità. Bocciata la proposta del Carroccio di inserire la croce rossa in campo bianco di San Giorgio che avrebbe sostituito l’attuale simbolo della rosa camuna bianca in campo verde, creato da Bob Noorda. Sui due fronti si tratta di vere sconfitte per la Lega che in consiglio regionale aveva ceduto sui finanziamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia in cambio dell’istituzione della festa e della nuova bandiera della Lombardia. Roberto Formigoni aveva cercato di trovare una soluzione con un referendum online sul proprio sito proponendo di scegliere tra il 29 maggio, anniversario della battaglia di Legnano, l’11 luglio per ricordare l’armistizio di Villafranca, il 3 agosto data dell’inaugurazione del teatro alla Scala nel 1778, il 22 marzo, ultima delle Cinque giornate di Milano o il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio. L’esito propendeva per il 29 maggio, ma il vice presidente del consiglio regionale Filippo Penati (Pd) bocciò la scelta. Una bocciatura che ha pesato sui lavori della commissione di esperti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...