Sei rom? Allora è normale che tu viva nell’immondizia!

La Corte d’Appello dell’Emilia-Romagna sentenzia sul caso di una bimba di Parma: “Anche se non va a scuola non la togliamo alla famiglia. (E l’obbligo scolastico?) È un modo di vita normale per condizione e per origine.

 

BOLOGNA – Un bimbo rom senza istruzione non subisce “un pregiudizio”, è solo il suo “normale modo di vita”. Fermi tutti: e l’obbligo scolastico al quale sono sottoposti tutti i residenti, pena l’arresto da parte dei Carabinieri dei genitori e la cancellazione della Patria potestà? E chi se ne frega! I Giudici italioti fanno e disfano le sentenze infischiandosene della Leggi! Corte d’Appello di Bologna docet.

È giusto togliere un figlio ai genitori perché non lo mandano a scuola? Se fosse italiano “Si”, ma siccome la “condizione di rom” non lo prevede (???) allora fa negòt! La bambina in questione ha 12 anni e vive in un campo rom alla periferia di Parma.

In 1a Media andava a scuola un giorno sì e due no. Sono intervenuti gli Assistenti sociali del Comune col la Polizia Locale municipale, i quali hanno accertato le “pessime condizioni igienico-sanitarie” in cui viveva con una famiglia i cui componenti hanno, chi più chi meno, precedenti per piccoli furti o cose simili.

Nella folle sentenza del Tribunale bolognese, presieduto da Vincenzo De Robertis, con due giudici togati e due laici esperti (dij me ball!) si recita testualmente: “La condizione nomade e la stessa cultura di provenienza non induce a ritenere la sussistenza di elementi di pregiudizio per la minore”.

Certo, se, per esempio, la tua cultura ti dice che stuprare non è reato, ma anzi uno strumento per “ottenere” una confessione (vedi quanto detto dalle massime autorità religiose islamiche dell’Iran!) allora lo stupro va bene e non si può condannare gli stupratori!

“Non sono provati comportamenti dei genitori che non siamo riferibili al normale modo di vita per condizione e per origine”. Sintesi: se rubano i rom va bene, se lo fa chiunque altri viene arrestato e si butta via la chiave. Per la Corte, non mandare a scuola la figlia e farla vivere in condizioni indegne di un animale è del tutto normale e logico.

Che il Cavaliere sia l’ultimo a dover parlare in tema di giustizia lo sappiamo, ma come criticarlo quando parla di “necessaria riforma della Giustizia in Italia”? Nemmeno i Tribunali del popolo creati durante la Rivoluzione francese avrebbero potuto dare una sentenza tanto surreale e giacobina, in violazioni di ogni norma e regola del vivere civile!

Fonte: http://www.mattinonline.ch/

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