Arrestato Goran Hadzic, patriota serbo

BELGRADO – Goran Hadzic, l’ultimo criminale di guerra serbo croato, incriminato per crimini contro l’umanità durante la guerra 1991-1995, è stato arrestato. La notizia è stata diffusa da un ufficiale serbo ed è stata confermata da una fonte del governo a Belgrado. Hadzic è stato una figura chiave nella Repubblica secessionista della Krajina serba in Croazia e, dopo l’arresto, il 26 maggio scorso, del generale Ratko Mladic, l’ex comandante dei serbi di Bosnia arrestato dopo 16 anni di latitanza, era considerato l’ultimo grande fuggitivo. Hadzic, 52 anni, è accusato di genocidio per le atrocità commesse durante la guerra.

Stessa procedura di Mladic. Secondo quanto riferisce l’emittente serba B92, Goran Hadzic, “è stato arrestato nella foresta di Fruska Gora, regione boschiva un centinaio di chilometri a Nord di Belgrado, nei pressi di Novi Sad”. L’esperto legale e avvocato Toma Fila, interpellato dall’emittente, ha spiegato che “la procedura dell’estradizione sarà la stessa adottata per Ratko Mladic, si procederà prima all’identificazione dell’arrestato una volta arrivato nel centro di detenzione, poi al rinvio a giudizio, dopodiché un panel di giudici dovrà esprimersi sulla decisione di estradarlo all’Aja”. Nei giorni scorsi era circolata la notizia dell’arresto di Hadzic, immediatamente smentita dalle autorità serbe, che avevano però garantito il massimo impegno nel cercare di arrestare l’ultimo latitante.

Chi è Goran Hadzic.  Nato il 7 settembre 1958 a Vinkovci, in Croazia, Hadzic – che aveva lavorato come magazziniere – fu presidente durante il conflitto armato dell’effimera ‘Repubblica serba di Krajina’ che rappresentava un terzo circa del territorio croato e la cui popolazione serba si era ribellata alla proclamazione di indipendenza della Croazia dalla Federazione jugoslava. Latitante dal 2004, Goran Hadzic deve rispondere davanti al Tribunale penale internazionale dell’Aja (Tpi) di genocidio, crimini di guerre e crimini contro l’umanità per le atrocità e le uccisioni di centinaia di civili e la deportazione di decine di migliaia di croati e altri non serbi ad opera delle truppe di Belgrado durante il conflitto armato degli anni 1991-1995.

 

Fonte: http://www.repubblica.it

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