Canton segretario, ma i militanti contestano anche Bossi


I fatti di ieri…

Una fronda in piena regola: accuse mirate da una parte e dall’altra, contestazioni gridate, gente che ha lasciato l’hotel esprimendo tutta la sua contrarietà:”E’ stata una delle giornate peggiori che abbia mai visto nella Lega”, si è perfino sentito dire.
E sopratutto, la “vecchia magia” del capo Bossi sembra non riuscire a funzionare più come un tempo, nel senso che la sua parola non ha suscitato consenso, ma contestazione. Che Bossi ha minimizzato bollandola semplicemente come un’imboscata di “quattro fascisti”.
Ma la maggioranza dei militanti voleva votare e l’hanno urlato più volte, facendolo capire anche al Senatùr, tanto che dalle porte sbarrate e dallo “spazio di sicurezza” imposto da qualche zelante dirigente leghista il coro “Voto, voto” era arrivato fino ai giornalisti delle testate locali e nazionali che hanno affollato l’Atahotel.
Eppure al congresso provinciale di Varese la grande maggioranza dei delegati ha dovuto piegarsi.
Con quello che in moltissimi definiscono un “golpe” dei vertici, la base si spacca e in parte si dice beffata: Maurilio Canton – il sindaco di Cadrezzate imposto da Bossi e dall’ala reguzzoniana del partito – è stato… “eletto” a segretario provinciale del Carroccio senza voto di scheda e nemmeno per acclamazione, che non c’è stata, bensì per “proclamazione”.
Perchè nel pieno della bagarre è successo quello che ha reso davvero incandescente il clima del congresso più teso che si ricordi nella “culla della Lega”: l’assessore regionale Andrea Gibelli, nella veste di presidente del congresso, ha preso in pugno la situazione e ha chiuso la partita proclamando segretario Maurilio Canton.
Questo mentre i delegati si guardavano attoniti stentando a credere a quanto stava avvenendo.

Poco prima lo stesso Bossi – fatto entrare nella sala al momento di affrontare la “pratica segretario” che seguiva la votazione del direttivo – se ne era andato dopo avere capito che non tirava la solita aria: tra i circa 300 delegati in molti avevano espresso dissenso al capo per l’imposizione di Canton segretario e hanno gridato “Voto, voto”.
Un dissenso non legato alla persona di Bossi, si tiene a precisare, ma “alla scelta sbagliata che gli è stata suggerita “”, hanno sottolineato diversi delegati.
Quindi il Senatùr, rendendosi conto di persona che la sua scelta era indigesta alla maggioranza deella base, era tornato nell’adiacente sala d’attesa in compagnia del figlio Renzo e di Rosy Mauro.
Ma poi, mentre i colonnelli cercavano di capire come gestire la situazione, il blitz di Gibelli e l’incoronazione di Canton.
Alla fine Bossi era raggiante:”Volevo sciogliere questo pasticcio in qualche modo – ha detto il leader del Carroccio – È stato difficile però volevo portare «aria nuova»”.

“Un epilogo che ci stomaca” dice invece uno dei militanti, i quali avrebbero voluto contarsi, esprimendo le loro contrarietà alla scelta imposta dall’alto con una raffica di schede bianche.
“Canton non avrebbe ottenuto il quorum e il congresso sarebbe stato rinviato consentendo una scelta libera e rappresentante l’autentica volontà dei delegati. Questa è una pagina nera nella storia della Lega”, dicono alcuni.
Per altri nella schede si sarebbe scritto Bossi facendo comunque vincere Canton ma mettendo il dissenso nero su bianco.
Quasi inutili gli inviti alla calma provenienti da Maroni, Giorgetti e Dario Galli che hanno cercato di mediare fino all’ultimo.

Canton è dunque il neosegretario che ha annunciato di “voler pacificare la Lega”, ma intorno a lui i malumori sono pesantissimi. L’assise, a porte chiuse, era cominciata alle 10.30 del mattino e dai primi interventi erano emersi tutti i malumori del Carroccio, che adesso sono anche di più.
Si faceva appello alla democrazia interna, alla possibilità di esprimere a maggioranza con voto chiaro il segretario provinciale. Ma si è chiesta anche una svolta nella gestione del partito, “che deve tornare ad essere Lega e non comportarsi da Democrazia cristiana”, ha detto un sindaco.
Parole al vento considerando l’esito del congresso, finito intorno alle 14 senza che il segretario uscente Stefano Candiani potesse pronunciare il suo discorso.
Un congresso che dà alla Lega un nuovo segretario provinciale e forse una più profonda lacerazione interna.
Fonte: http://www.ininsubria.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...