Bignasca prova a costruire l’Insubria


Una cartina geografica e un pennarello. Con questi due “strumenti” il “Nano Bignasca” prova a costruire l’Insubria, o meglio, dare a un territorio che ha già caratteristiche di unità linguistica, di storia, tradizioni e usi comuni una dignità politica.
In che modo? Avanzando la provocazione di annettere al Canton Ticino (350mila abitanti) i territori di Como, Varese, Lecco fino a includere anche la provincia del Verbano-Cusio-Ossola e la Valtellina.
Un sogno per molti. Una soluzione per risolvere velocemente la situazione di crisi generata da decenni di malgoverno e disorganizzazione italiana, arrivando alla creazione di un nuovo Cantone elvetico che per “potenza di fuoco” finanziaria e produttiva potrebbe competere e vincere contro il migliore lander tedesco.
La provocazione-proposta del “Nano” arriva nel corso di un’intervista a Espansione Tv che andrà in onda integralmente questa sera alle 23 sull’emittente lariana.

Nel programma Giuliano Bignasca, leader della Lega dei ticinesi, si lancia nella provocazione (per vedere l’effetto che fa) e avanza l’ipotesi di un cambiamento dei confini tra Italia e Confederazione elvetica.
“Sommando i circa 900mila abitanti del Varesotto, i 590mila di Como, i 338mila del Lecchese, i circa 170mila della provincia piemontese e i 182mila della Valtellina – spiega Giuliano Bignasca – La popolazione svizzera aumenterebbe di oltre 2 milioni di persone”.
Secondo la strategia studiata da Bignasca i primi ad annettersi sarebbero i valtellinesi:”Sono sicuro che l’80% dei valtellinesi sarebbe già pronto a cambiare maglia. A loro abbiamo già presentato l’ipotesi e ci sono molti favorevoli”.
Il piano di espansione “non prevede carri armati”, rassicura il “Nano”, ma solamente una volontà di autodeterminazione dei popoli e la disponibilità ad adeguarsi a leggi diverse e “interventi infrastrutturali sostanziosi”, considerato il divario, anche civico, esistente tra i due Stati.
Siamo sicuri che a questo punto molte persone residenti nei territori dell’Insubria non stenterebbero ad acconsentire seduta stante, checché possano dirne politici e “intellighenzia” di varia estrazione.

D’accordo, dirà qualcuno, ma come arrivare al risultato? Bignasca ci ha già pensato e propone la soluzione:”Servirebbero un cambiamento della Costituzione e votazioni da parte dei territori coinvolti – conclude Bignasca -. Noi siamo pronti. Aspettiamo e vediamo quale reazioni ci saranno”.
Il capo della Lega dei Ticinesi torna infine a ribadire che “l’Operazione Insubria” – così la battezziamo noi – non potrà ovviamente prescindere dalla condivisione popolare, da otternersi a maggioranza attraverso una votazione che coinvolga le popolazioni interessate.
“Personalmente non ho ancora parlato di ciò con l’amico e leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Lo farò quanto prima”.
Saprà, il senatùr, raccogliere una sfida che interessa e coinvolge concretamente il popolo del Nord?

Fonte: http://www.ininsubria.it

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