In che mani siamo…

Napoli, 24 nov. (TMNews) – La cittadinanza ai bambini figli di immigrati, ma nati in Italia è “un atto dovuto e di grande responsabilità per il futuro del paese”. A sostenerlo è il neominsitro alla Cooperazione internazionale e integrazione, Andrea Riccardi, parlando a Napoli a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale.

Riccardi, riferendosi alle parole pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sottolineato come il suo sia un “discorso logico con l’identità italiana perché questi ragazzi – ha detto – sono figli d’Italia, nati in Italia da famiglie cresciute qui. Non possiamo – ha aggiunto Riccardi – ragionare solo nella logica dello ius sanguinis e nemmeno solo dello ius soli. La nostra tradizione è quella dello ius culturae. Questi ragazzi sono cresciuti nella cultura italiana”.

Il capo dello Stato, che ha “sempre parlato e ci ha insegnato ad amare l’unità e l’indentità italiana”, ha parlato di “follia”, ma per Riccardi “dobbiamo diventare ragionevoli e raffreddare queste questioni” non facendone “un dibattito tra parti politiche”. Il ministro ha però specificato: “Non so dire se questa sia una priorità o meno perché il Governo, collegialmente, non ha elaborato niente a proposito. Questo discorso – ha concluso – deve maturare in Parlamento e non vuol dire unanimismo”.

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