Quale futuro per l’Insubria?

Riflessioni dopo l’assemblea di Terra Insubre
Da: http://www.labissa.com

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Quale futuro per l’Insubria e l’insubrismo? Qualche rapida riflessione in merito sorge spontanea dopo la full immersion di Ornavasso (VB). Parlo dell’assemblea annuale di Terra Insubre del 23 marzo scorso: tre conferenze di alto livello, l’assemblea dei soci vera e propria e alla fine una pantagruelica cena a base di specialità ossolane.

Il tutto sotto lo sguardo vigile del presidente Peruzzi e del mentore insubrico per eccellenza Andrea Mascetti. E poi tanti soci, amici, amici degli amici, curiosi, cultori di cose insubri, rappresentanti di altre associazioni culturalmente vicine, giornalisti. Anche un paio di politici, i neo eletti consiglieri regionali di Lombardia, Francesca Brianza, insubrica a denominazione di origine e controllata, e il simpatico Fabio Rizzi ultimamente, come capita molto spesso di questi tempi tra i militanti politici, frequentatore delle iniziative dell’associazione. E’ indubbio che il lavoro paziente, faticoso, culturalmente di alto livello fatto in tanti anni abbia prodotto un risultato numerico e qualitativo di tutto rispetto. Vent’anni fa quando si nominava l’Insubria nessuno sapeva esattamente di cosa si stesse parlando, ora è molto diverso. Lo sforzo divulgativo è stato impressionante e la riscoperta e lo studio delle radici storiche della nostra regione sono ora patrimonio di migliaia di appassionati. In passato le tentazioni di collateralismo politico sono state tante, ma per oculatezza, intelligenza e senso strategico, i responsabili della associazione hanno tenuto ben separati gli ambiti: un conto era l’impegno politico ed istituzionale dei singoli, un’altra cosa confondere Terra Insubre con qualsiasi mondo politico, peggio partitico. E i risultati positivi di questa scelta si vedono oggi, una associazione solida, libera, con aderenti provenienti da diverse estrazioni culturali, trasversale. Diciamo per onestà intellettuale che tale scelta strategica è stata resa più semplice dal naturale contraltare, dal fitto radicamento territoriale e dai successi della Lega Nord. La Lega è stata, per chi desiderava intraprendere un impegno politico diretto, il naturale porto di approdo, molte idee, programmi, strategie di quel movimento erano la naturale declinazione politica della formazione culturale maturata nelle associazioni come Terra Insubre. Credo però che lo scenario sia ora molto fluido e in rapida evoluzione. Una Lega vistosamente scollata dai mondi vitali del Nord, anzi dei tanti Nord che non ha saputo interpretare, tra i quali la regione Insubria, involuta sul piano elettorale, dorotea nella prassi, che non ha saputo o voluto avviare un radicale ricambio di gran parte della classe dirigente ormai logora, sicuramente spezzeranno, credo per sempre, quella proprietà transitiva tra impegno nell’ambito culturale e prepolitico di Terra Insubre e la militanza politica vera e propria nella Lega Nord. Forse è arrivato il momento di ipotizzare un modello di impegno e partecipazione diverso, occorre coinvolgere tutte le realtà associative in un unico network condiviso per non sprecare risorse, convocare una sorta di stati generali, anche informalmente, per elaborare programmi e strategie operative più pragmatiche o direttamente declinabili in politica. Si può cominciare predisponendo un piano di lobbying e marketing territoriale per poi elaborare alcune linee guida culturali da utilizzare come base di un programma politico. E qui il patrimonio ideale e identitario di una associazione culturale come Terra insubre diventa ingrediente fondamentale per l’elaborazione di nuovi progetti sociali e politici e il fitto reticolo di aderenti e seguaci è il naturale veicolo per la mediazione culturale con i mondi vitali del territorio insubrico. Queste considerazioni e riflessioni nascono non solo da una semplice osservazione della realtà, ma anche dal lavoro che il sottoscritto ed altri stanno facendo con La Bissa de l’Insubria. Siamo un blog vestito da giornale, con forti interazioni con social network ed altri blog e quindi abbiamo il polso della situazione, misuriamo la temperatura dell’insubrismo, verifichiamo giornalmente decine e decine di feedback di chi ha a cuore l’Insubria, lettori e followers che in qualche modo chiedono quanto ho sopra esposto.

(Claudio Bollentini)

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