Lombardia e Svizzera:”La differenza è che la prima mantiene l’Italia”

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La consigliera regionale Francesca Brianza e il commissario Dario Galli hanno discusso alla Festa della Lega Nord:”Due mondi vicini ma allontanati anni luce da una sciagurata gestione statale”Un modello di efficienza istituzionale, di serietà politica, di burocrazia “leggera” e di fiscalità equa ed umana. Qualità che fanno della Svizzera un territorio così vicino eppure distante anni luce dalla nostra realtà, quella di una Lombardia che guarda con tanta invidia al Canton Ticino, dove cittadini ed enti locali godono di libertà e autonomie non soffocate dal centralismo dello Stato, il che consente una qualità della vita decisamente superiore e la possibilità di riuscire ancora a costruirsi un futuro positivo, per le famiglie e i giovani che entrano nel mercato del lavoro.E proprio intorno a questi due mondi agli antipodi si è snodata una interessante tavola rotonda organizzata ieri sera a Buguggiate, nell’ambito della festa provinciale della Lega Nord. Ospite la consigliera regionale Francesca Brianza e presidente della Commissione speciale “Rapporti tra Regione Lombardia, Confederazione e province autonome”. Con lei il commissario straordinario della Provincia di Varese Dario Galli, il sindaco di Viggiù Sandy Cane, l’ex senatore e imprenditore Alessandro Vedani, l’ex parlamentare svizzero e oggi consulente fiscale e broker Roger Etter e l’imprenditore monzese Fabio Pozzi che ha fatto la scelta di “abbandonare” l’Italia per andare a fare impresa a Lugano, importando prodotti alimentari di qualità in terra rossocrociata.L’alternarsi degli interventi davanti a un pubblico numeroso hanno trattato dei problemi dei frontalieri e dei ristorni, così come quello della delocalizzazione, ovvero, delle aziende lombarde che chiudono e trasferiscono la produzione in Ticino per dire basta con la burocrazia e la fiscalità italiana.Problemi ben chiari a tutti gli imprenditori e che Alessandro Vedani ha provato recentemente sulla sua pelle, vedendosi arrivare una constestazione di Equitalia per il calo di fatturato della sua azienda dovuto alla crisi:”Alla fine ho pagato migliaia di euro tra avvocati e ricorsi pur non avendo evaso un centesimo. La rabbia è che a pochi chilometri c’è un fisco amico dei contribuenti che premia il merito e non che vessa chi più produce e crea posti di lavoro. In futuro non escludo di andarci”.Differenze abissali anche per gli Enti locali, con Sandy Cane che nell’ambito delle azioni legate al Monte San Giorgio, patrimonio Unesco per gli straordinari ritrovamenti paleontologici, si trova a confrontarsi con un’altra… dimensione:”Ci sono differenze enormi: loro hanno autentico potere decisionale, noi dobbiamo passare tra innumerevoli passaggi istituzionali e carte bollate. Il patto di stabilità ci frena e loro non capiscono. Passiamo per autentici sfigati”.”Di queste differenze siamo ben consapevoli e il nostro lavoro in Regione Lombardia è quello di cercare di ridurle nei limiti del possibile, tenendo conto che ci dobbiamo muovere entro i limiti di lacci e lacciuoli imposti dalla legge nazionale – ha spiegato Francesca Brianza -. Abbiamo avviato la procedura per chiedere di rientrare nelle zone a burocrazia zero e con le Camere di commercio di confine si è provveduto ad avviare tavoli di confronto: agendo all’interno di una legge statale si può arrivare a ridurre la burocrazia riducendo gli impegni delle imprese e cercando di frenare il fenomeno della delocalizzazione”.Ma la Commissione di Francesca Brianza intende agire anche nell’ambito di turismo e cultura:”Possono rappresentare un volano economico per il territorio insubre lombardo-ticinese – ha concluso -. In questi anni già molto è stato fatto, ma i progetti Interreg sono opportunità che consentono di ragionare a livello d’Insubria e unire i nostri territori accomunati da lingua e tradizioni comuni”.Incisivo l’intervento di Dario Galli:”La Svizzera è l’esempio di quello che la Lega Nord chiede da 25 anni: non serve inventarsi nessuna riforma, basta prendere la Costituzione Svizzera e applicarla all’Italia. Perché non lo si fa? Perché gran parte del Paese preferisce vivere sulle spalle di chi lavora, cioè del Nord produttivo. Solo che la sciagurata gestione di questo Stato sta facendo chiudere le imprese, il che vuole dire che continuando su questa strada allo Stato mancheranno presto le risorse per pagare pensioni e stipendi statali. E allora non potranno che aumentare ulteriormente le tasse. La differenza è che in Svizzera mantengono se stessi e non gli altri come deve fare la Lombardia: hanno un carico fiscale pari al 33% del Pil, da noi arriviamo al 65%. Una situazione insostenibile. Faccio un esempio: il Varesotto, che ha lo stesso Pil della regione Liguria, ha 6-7 miliardi annui di residuo fiscale. Senza questi soldi lasciati a Roma ogni famiglia varesina avrebbe 7mila euro in più all’anno e ogni dipendente costerebbe la metà all’azienda. Onestamente non capisco perché i cittadini non protestino e non diano sostegno a chi vuole mettere fine a questo andazzo indecente”.A chiudere lo svizzero-tedesco Roger Etter, residente in Ticino:”La vostra situazione è penalizzata da uno Stato centralista e incapace nella gestione che sta rovinando anche la Lombardia, una regione che consideriamo amica. Ci stupisce il rapporto di conflittualità tra le vostre imprese e il Fisco, una cosa impensabile da noi, dove la tassazione è equa e nessuno è portato a “fare il furbo”. Una grande regione come la vostra, che ha creato la ricchezza del Canton Ticino, si trova oggi nella condizione di avviare quei cambiamenti che vi permettano di liberarvi di mille zavorre. Spero davvero riusciate a farlo”. 

Fonte:
http://www.ininsubria.it/lombardia-e-svizzera-la-differenza-e-che-la-prima-mantiene-l-italia~A11662

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