Insubria, la nostra Terra

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“Operazione Lombardia”

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Usando la forma del documentario, il regista Fulvio Bernasconi mette in scena la trattativa per annettere la Lombardia alla Svizzera. Una trattativa che avrebbe preso le mosse il 26 marzo 2012 a Biasca, quando in una conferenza stampa il ministro della difesa Ueli Maurer ha dichiarato:

“Annettere la Lombardia per noi non sarebbe un problema. La Lombardia rappresenta circa il 90% del totale di tutti gli scambi commerciali con il nostro paese”.

La dichiarazione del consigliere federale UDC sembra una provocazione, ma il giorno dopo due esponenti di spicco delle Lega Nord, Roberto Maroni e Matteo Salvini, rilanciano e lanciano una petizione per far passare la Lombardia nella Confederazione. In poche ore sono raccolte migliaia di firme. Una coincidenza? In realtà, dietro questi due avvenimenti passati quasi inosservati potrebbe nascondersi una delle più grandi manovre politiche del dopoguerra: l’annessione della Lombardia alla Svizzera.

Il film non mancherà di suscitare sorpresa (è una finzione!) e offrire spunti di discussione, ma soprattutto è un tentativo di aprire una discussione sulle regole e i limiti del giornalismo

http://www.tvsvizzera.it/attualita/Operazione-Lombardia-1362715.html#

“Insubria: dalle origini all’attualità”

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Terra Insubre sarà presente alla Fiera di Varese (località Schiranna) giovedì 10 ottobre 2013 alle ore 21.00, con la conferenza:
“Insubria: dalle origini all’attualità”
Relatori Giancarlo Minella e Andrea Mascetti

L’incontro si terrà nella “piazza” del padiglione istituzionale della fiera.
Sarà inoltre presente uno stand librario dell’associazione che sarà “ospite” del padiglione del Comune di Varese.
Vi aspettiamo in fiera !
Terra Insubre – Vares

LudiVarese 2013, una “due giorni” per divertirsi coi giochi

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Soldatini e Modellismo, giocattoli, giochi da tavolo, quelli di una volta e l’affascinante softair: nel centro di Varese una manifestazione a tema che vuole diventare tradizioneModellismo, giocattoli, giochi da tavolo e di ruolo, quelli di una volta e l’interessante softair, ovvero, la guerra simulata con armi che riproducono fedelmente quelle vere e con le quali ci si diverte a “battagliare” tra amici in boschi o edifici abbandonati.Per i giocatori di tutte le razze arriva a Varese la prima edizione di “LudiVarese – I Giochi Estensi”, in agenda il 14 e 15 settembre prossimi. Una “due giorni all’insegna dei giochi nel cuore di Varese presentata dall’assessore alla Promozione del Territorio Sergio Ghiringhelli e il responsabile del Circolo ricreativo “In Game”, Mauro Bertozzi, organizzatore della manifestazione.“Un’idea originale che abbiamo subito accolto – ha detto l’assessore Ghiringhelli -: l’obiettivo è di creare una sorta di fiera del gioco come appuntamento fisso. Questa edizione costituisce il lancio, un primo approccio con i varesini che sicuramente potranno apprezzare varie forme di giochi, da quelli in scatola agli storici e antichi, dal modellismo al softair”.“La fiera – spiega Mauro Bertozzi – nasce dal desiderio di far incontrare i varesini ed il gioco, dopo aver vissuto personalmente momenti simili in altri luoghi in Italia”. L’idea di fondo era quella di focalizzarsi sul gioco in scatola, poi complice l’entusiasmo e degli spazi si sono unite diverse altre realtà, ciascuna con una specialità ben precisa. “Sin dall’inizio, comunque, uno degli obiettivi è proprio creare qualcosa che possa diventare un appuntamento annuale e di grande profilo, importante per la città anche dal punto di vista commerciale ed economico – prosegue Bertozzi -. Gli altri due obiettivi principali sono quelli di mantenere tutto gratis, sia per chi partecipa sia per chi espone, e poi quello di sfruttare la visibilita’ di una fiera del genere per aiutare alcune associazioni onlus, invitandole ad essere presenti”.
IL PROGRAMMA
Sabato 14 settembre, dalle 16 alle 20 – Primo contatto con la città presentazione  del libro La scienza dal giocattolaio (Piazza San Vittore)Mostre di modellismo (Libreria Del Corso)Incontri sul gioco e l’educazione (Caffè La Bagatella)Giochi e dimostrazioni (Piazza San Vittore)Aperitivo con delitto (Socrate Cafè)
Domenica 15 settembre, dalle 11 alle 21 – LudiVareseMostra mercato di Giochi in scatola con dimostrazioni gratuite (Piazza Montegrappa)Giochi di una volta (Piazza Montegrappa)Area giochi gratuita per bambini (Via Volta)Negozi (Via Marconi)Soft Air e Laser Tag (Piazza Repubblica)Area Storica – Ricostruzione di un campo di battaglia della guerra di seccessione (Giardini Estensi)Gioco Libero – (Piazza San Vittore)Tornei (Giardini Estensi, Piazza San Giuseppe)Modellismo (Giardini Estensi)

Fonte:
http://www.ininsubria.it/ludivarese-2013-una-due-giorni-per-divertirsi-coi-giochi~A11674

Lombardia e Svizzera:”La differenza è che la prima mantiene l’Italia”

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La consigliera regionale Francesca Brianza e il commissario Dario Galli hanno discusso alla Festa della Lega Nord:”Due mondi vicini ma allontanati anni luce da una sciagurata gestione statale”Un modello di efficienza istituzionale, di serietà politica, di burocrazia “leggera” e di fiscalità equa ed umana. Qualità che fanno della Svizzera un territorio così vicino eppure distante anni luce dalla nostra realtà, quella di una Lombardia che guarda con tanta invidia al Canton Ticino, dove cittadini ed enti locali godono di libertà e autonomie non soffocate dal centralismo dello Stato, il che consente una qualità della vita decisamente superiore e la possibilità di riuscire ancora a costruirsi un futuro positivo, per le famiglie e i giovani che entrano nel mercato del lavoro.E proprio intorno a questi due mondi agli antipodi si è snodata una interessante tavola rotonda organizzata ieri sera a Buguggiate, nell’ambito della festa provinciale della Lega Nord. Ospite la consigliera regionale Francesca Brianza e presidente della Commissione speciale “Rapporti tra Regione Lombardia, Confederazione e province autonome”. Con lei il commissario straordinario della Provincia di Varese Dario Galli, il sindaco di Viggiù Sandy Cane, l’ex senatore e imprenditore Alessandro Vedani, l’ex parlamentare svizzero e oggi consulente fiscale e broker Roger Etter e l’imprenditore monzese Fabio Pozzi che ha fatto la scelta di “abbandonare” l’Italia per andare a fare impresa a Lugano, importando prodotti alimentari di qualità in terra rossocrociata.L’alternarsi degli interventi davanti a un pubblico numeroso hanno trattato dei problemi dei frontalieri e dei ristorni, così come quello della delocalizzazione, ovvero, delle aziende lombarde che chiudono e trasferiscono la produzione in Ticino per dire basta con la burocrazia e la fiscalità italiana.Problemi ben chiari a tutti gli imprenditori e che Alessandro Vedani ha provato recentemente sulla sua pelle, vedendosi arrivare una constestazione di Equitalia per il calo di fatturato della sua azienda dovuto alla crisi:”Alla fine ho pagato migliaia di euro tra avvocati e ricorsi pur non avendo evaso un centesimo. La rabbia è che a pochi chilometri c’è un fisco amico dei contribuenti che premia il merito e non che vessa chi più produce e crea posti di lavoro. In futuro non escludo di andarci”.Differenze abissali anche per gli Enti locali, con Sandy Cane che nell’ambito delle azioni legate al Monte San Giorgio, patrimonio Unesco per gli straordinari ritrovamenti paleontologici, si trova a confrontarsi con un’altra… dimensione:”Ci sono differenze enormi: loro hanno autentico potere decisionale, noi dobbiamo passare tra innumerevoli passaggi istituzionali e carte bollate. Il patto di stabilità ci frena e loro non capiscono. Passiamo per autentici sfigati”.”Di queste differenze siamo ben consapevoli e il nostro lavoro in Regione Lombardia è quello di cercare di ridurle nei limiti del possibile, tenendo conto che ci dobbiamo muovere entro i limiti di lacci e lacciuoli imposti dalla legge nazionale – ha spiegato Francesca Brianza -. Abbiamo avviato la procedura per chiedere di rientrare nelle zone a burocrazia zero e con le Camere di commercio di confine si è provveduto ad avviare tavoli di confronto: agendo all’interno di una legge statale si può arrivare a ridurre la burocrazia riducendo gli impegni delle imprese e cercando di frenare il fenomeno della delocalizzazione”.Ma la Commissione di Francesca Brianza intende agire anche nell’ambito di turismo e cultura:”Possono rappresentare un volano economico per il territorio insubre lombardo-ticinese – ha concluso -. In questi anni già molto è stato fatto, ma i progetti Interreg sono opportunità che consentono di ragionare a livello d’Insubria e unire i nostri territori accomunati da lingua e tradizioni comuni”.Incisivo l’intervento di Dario Galli:”La Svizzera è l’esempio di quello che la Lega Nord chiede da 25 anni: non serve inventarsi nessuna riforma, basta prendere la Costituzione Svizzera e applicarla all’Italia. Perché non lo si fa? Perché gran parte del Paese preferisce vivere sulle spalle di chi lavora, cioè del Nord produttivo. Solo che la sciagurata gestione di questo Stato sta facendo chiudere le imprese, il che vuole dire che continuando su questa strada allo Stato mancheranno presto le risorse per pagare pensioni e stipendi statali. E allora non potranno che aumentare ulteriormente le tasse. La differenza è che in Svizzera mantengono se stessi e non gli altri come deve fare la Lombardia: hanno un carico fiscale pari al 33% del Pil, da noi arriviamo al 65%. Una situazione insostenibile. Faccio un esempio: il Varesotto, che ha lo stesso Pil della regione Liguria, ha 6-7 miliardi annui di residuo fiscale. Senza questi soldi lasciati a Roma ogni famiglia varesina avrebbe 7mila euro in più all’anno e ogni dipendente costerebbe la metà all’azienda. Onestamente non capisco perché i cittadini non protestino e non diano sostegno a chi vuole mettere fine a questo andazzo indecente”.A chiudere lo svizzero-tedesco Roger Etter, residente in Ticino:”La vostra situazione è penalizzata da uno Stato centralista e incapace nella gestione che sta rovinando anche la Lombardia, una regione che consideriamo amica. Ci stupisce il rapporto di conflittualità tra le vostre imprese e il Fisco, una cosa impensabile da noi, dove la tassazione è equa e nessuno è portato a “fare il furbo”. Una grande regione come la vostra, che ha creato la ricchezza del Canton Ticino, si trova oggi nella condizione di avviare quei cambiamenti che vi permettano di liberarvi di mille zavorre. Spero davvero riusciate a farlo”. 

Fonte:
http://www.ininsubria.it/lombardia-e-svizzera-la-differenza-e-che-la-prima-mantiene-l-italia~A11662

Resoconto della decima edizione de “L’Università d’estate” di Terra Insubre

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di Maria Vittoria Sala*

“Anche quest’anno si è svolta l’Università d’Estate, decima edizione dell’evento annuale organizzato Terra Insubre, associazione culturale avente l’obbiettivo di preservare e valorizzare il retaggio ancestrale delle popolazioni padano-alpine inserite in un contesto europeo Posti in un rifugio alpino nel meraviglioso contesto delle Alpi lecchesi (Comune di Casargo) , all’insegna della vita comunitaria e dei cibi tipici della tradizione locale, per tre giorni più di settanta tra studenti e relatori hanno sviluppato lezioni e dibattiti inerenti l’Europa, con la sua storia, la sua Civiltà e la sua geopolitica nel contesto del mondo contemporaneo, il quale rischia di vedere il tramonto di un Occidente messo alla prova da porzioni di Umanità non ancora indebolite da nichilismo e relativismo, e quindi non ancora disposte a scendere a compromessi quando sia in gioco la propria identità.
In quest’edizione si sono analizzate in particolar modo: la figura del cavaliere nella storia europea; le cosiddette Primavere Arabe ed i rischi che comportano per l’Europa; il diritto alla secessione nel nostro Continente; i rapporti tra Europa occidentale e mondo russo ortodosso; la crisi degli Stati nazionali in collegamento con la crisi economico finanziaria che sta investendo tutto il mondo.
Per quanto riguarda la classica proiezione cinematografica quest’anno i presenti hanno potuto ammirare la notevolissima opera del regista Uli Edel “La Banda Baader Meinof”, film storico che narra in modo crudo e documentaristico gli eventi legati alla Rote Armee Fraktion, organizzazione terroristica di matrice marxista che operò in Germania Ovest. A seguito della proiezione si è svolto il successivo dibattito, strutturato non da posizioni ideologiche ma dalla ferma volontà di comprendere un particolare evento storico che ha interessato gli anni ‘70 del Novecento: un periodo turbolento, ricco di contrasti e che ancor oggi rischia di suscitare più passioni irrazionali che analisi obbiettive. Proprio per questo un periodo storico che va studiato e dibattuto con profondità accademica e senza schieramenti ideologici. Cioè il vero scopo di un’associazione culturale quale Terra Insubre.
Passiamo ora alle relazioni che hanno arricchito il bagaglio culturale dei presenti.
Adolfo Morganti, esperto di storia militare e filosofia medievale e membro dell’associazione Identità Europea, ha descritto l’immagine del cavaliere, visto come figura eroica contrapposta al diavolo ed alla morte, nell’immaginario collettivo europeo in quell’essenziale periodo della nostra storia che va dalla parte finale del Medio Evo alla Pace di Westfalia del 1648, pace che, ponendo fine alla Guerra dei Trent’anni e dando inizio agli Stati Europei nella forma istituzionale quale li conosciamo ancor oggi, ha dato inizio alla vera Età Moderna. Età che solo oggigiorno appare in fase di superamento dalla turbinosa evoluzione mondiale post Guerra Fredda.
Giancarlo Giorgetti, membro della Camera dei Deputati ed elemento di punta nell’analisi delle problematiche economico-finanziarie, ha poi descritto, nella sua relazione Il crollo finanziario dell’Europa, l’attuale situazione economico-finanziaria del nostro Continente, con particolare riferimenti all’Italia e senza dimenticare le correlazioni extraeuropee. Nella sua esposizione Giorgetti ha esposto le cause dell’attuale crisi mondiale, le sue conseguenze politiche e sociali ed i suoi possibili risvolti geopolitici che inevitabilmente vedranno l’Europa del prossimo futuro di fronte ad un bivio: declino definitivo con insignificanza economica ed azzeramento delle identità culturali o maggior compattezza data dalla forza economica e da una superiore consapevolezza di sé unita al rispetto delle varie specificità interne al Continente.
Sempre in tema politico-istituzionale ha poi preso parola l’avvocato Vittorio Bottoli, che nella sua relazione Diritto alla secessione in Europa ha elencato i mali che attanagliano le grandi burocrazie statali ed in particolar modo quella italiana. Essenza dell’intervento il concetto che la burocrazia, nutrendosi di denaro privato per fini di casta e creando un potere parallelo a quello dei cittadini, va combattuta  attraverso la consapevolezza dei popoli. Tale consapevolezza si esprime al meglio nelle piccole patrie, dove il centro del potere politico-burocratico non è mai troppo lontano dai singoli cittadini. Da qui la maggiore efficienza amministrativa dei Paesi federali ed il diritto-dovere delle comunità locali alla secessione, qualora il potere centrale-burocratico si dimostri inefficiente ed opprimente.
A questo punto sempre in tema di diritto delle genti, ed in particolare di diritto dei governati, la parola è passata al dottor Claudio Berrino che, sotto il titolo di L’Europa dalla lotta di classe alle tensioni etniche, ha lucidamente spiegato come la lotta di classe, sebbene nella sua concezione marxista sia ormai uscita dalla storia, non si possa definire completamente superata. Semplicemente ha cambiato protagonisti, dal momento che le parti di questa lotta non sono più i i proletari da un lato contrapposti ai proprietari capitalisti dall’altro, ma i produttori contro i parassiti; coloro che lavorano e pagano le tasse rispetto a coloro che vivono di stato sociale e di sussidi. In questo contesto la tematica immigrazione, con tutti i suoi risvolti politico-sociali, rientra pienamente sia nella battaglia identitaria che in quella economica delle varie comunità europee.
Il dottor Massimo Lodi Rizzini, nella sua relazione La finanza internazionale: banche, lobby e complotti contro i popoli, ha descritto come gli eccessi di un’economia globalizzata e drogata da una crescita finanziaria non supportata dall’economia reale abbia portato ad alcune delle storture internazionali che oggi sono sotto gli occhi tutti, quali un potere bancario europeo che si è sostituito a quello dei popoli sovrani (con specifiche riferimenti all’Italia); il potere di poche lobby internazionali ormai così forti da condizionare l’ascesa e la caduta di Governi democraticamente eletti; le attività che questi poteri finanziari più o meno visibili attuano contro quei pochi Stati non disposti a seguire le loro regole.
Si è poi passati a Gilberto Oneto, storico intellettuale dell’identitarismo padano-alpino, ospite fisso dell’Università D’Estate insubrica. Oneto ha parlato dell’attuale situazione geopolitica europea dalla prospettiva del superamento degli Stati nazionali, descrivendo in particolar modo i casi italiano, francese e spagnolo, per passare poi alla descrizione dei sistemi virtuosi esistenti nei piccoli Paesi a dimensione regionale, quali Slovenia e Danimarca, ed alla funzionalità dei sistemi federali quali Svizzera e Germania. Conclusione dell’intervento è stata la spiegazione del perché lo Stato italiano, volente o nolente ed a prescindere dalle forze politiche che lo governeranno, sarà costretto ad una profonda ristrutturazione che ne cambierà radicalmente la natura istituzionale. Se invece si sceglierà l’immobilismo di Stato andremo incontro ad un collasso del Sistema Paese, con conseguenze imprevedibili.
Sorta di contatto tra il localismo identitario di Oneto e le analisi internazionali dei precedenti relatori è stato l’intervento di Enrico Martial, il quale partendo da posizioni fortemente europeiste ha esposto una tesi dal titolo Europa dei popoli o Unione europea? Due modelli a confronto, con la quale sono stati messi a confronto i vari modelli di possibile integrazione europea, senza risparmiare critiche al modello attualmente seguito dagli euroburocrati ma rifuggendo condanne di carattere ideologico. In tale discussione Martial ha tracciato una linea ideale che divide l’Europa degli sprechi e dei poteri forti da quella dei liberi popoli che democraticamente scelgono di mettere in comune i propri destini, ovviamente auspicando che il nostro Continente vada nella seconda direzione.
Nel puro stile di Terra Insubre, che si batte per tutelare l’identità culturale locale ma non dimentica le tematiche mondiali, si è passati poi ad un contesto internazionale: le Primavere Arabe ed il loro impatto sull’Europa, relatore Andrea Cavalleri, membro effettivo dell’associazione organizzatrice. Nell’esposizione Cavalleri ha spiegato lo sviluppo delle rivolte arabe che hanno visto il crollo dei regimi laici e l’emergere del fondamentalismo islamico come potere politico, analizzato Paese per Paese ponendo l’accento su tutte le specificità locali. Dall’esposizione è emerso quanto in Occidente giunga un’immagine distorta degli eventi che hanno sconvolto la sponda sud del Mediterraneo e che, se affrontati nel modo sbagliato, rappresenteranno un immenso pericolo per tutta la Civiltà Europea.
Infine, e per la prima volta graditissimo ospite di Terra Insubre, Alberto Rosselli, scrittore genovese autore di svariati libri e responsabile del trimestrale Storia Verità, ha intrattenuto la platea con la sua relazione Europa e Russia, quali prospettive?. Durante la sua esposizione Rosselli ha prima tracciato uno schema delle storie russa ed europea occidentale, storie separate da uno spazio geografico e mentale, ma comunque storie legate a filo doppio in quanto entrambe appartenenti alla comune appartenenza europea. Appartenenza mai spezzata nemmeno dalle dolorose vicissitudini storiche che hanno ripetutamente colpito le terre russe, quali l’invasione mongola, la dura autocrazia, l’affermarsi per settant’anni del terribile regime sovietico, la sconfitta nella Guerra Fredda contro il modello capitalista e la difficile eredità economico-sociale lasciata dall’URSS. Sintesi dell’intervento di Rosselli il punto che, essendo volenti o nolenti Russia ed Europa occidentale parti di un continuum inseparabile, devono e dovranno trovare un modus vivendi che esalti le potenzialità di entrambe senza pestarsi i piedi a vicenda; anche perché, nel mondo di oggi, tali e tante sono le minacce all’Europa, occidentale od orientale che sia, che permettersi campanilismi interni al Continente rappresenterebbe un suicidio per tutta la nostra identità ed il nostro retaggio. Una follia che non possiamo permetterci.
Questa è stata in brevissima sintesi l’Università d’Estate 2013, l’insubrico evento arrivato ormai alla sua decima e, ne siamo certi, non ultima edizione.”
 
Maria Vittoria Sala
Terra Insubre, Varese
Associazione Culturale Terra Insubre
via Frasconi, 4 – 21100 – Varese
http://www.terrainsubre.org
mail: segreteria@terrainsubre.org
fax 0332.286542
 

*originariamente pubblicato su StoriaVerità: http://www.storiaverita.org