“Insubria: dalle origini all’attualità”

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Terra Insubre sarà presente alla Fiera di Varese (località Schiranna) giovedì 10 ottobre 2013 alle ore 21.00, con la conferenza:
“Insubria: dalle origini all’attualità”
Relatori Giancarlo Minella e Andrea Mascetti

L’incontro si terrà nella “piazza” del padiglione istituzionale della fiera.
Sarà inoltre presente uno stand librario dell’associazione che sarà “ospite” del padiglione del Comune di Varese.
Vi aspettiamo in fiera !
Terra Insubre – Vares

Eco Challenge

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L’associazione culturale Terra Insubre parteciperà alla manifestazione ecologica ‘Eco Challenge’ che si terrà sul lungolago di Baveno (VB) il primo di Settembre 2013, come dal programma qui riportato:

http://www.bavenoecochallenge.it/home/index.php?lang=it.

Terra Insubre presenzierà alla manifestazione con un suo stand di libri, riviste e materiali sull’Insubria, con una conferenza che vedrà come relatore Roberto Corbella e con una mostra didattica, che sarà anche il tema della conferenza, dal titolo di “Fiabe e leggende del folklore insubre”.

La mostra si propone di raccontare le leggende più belle e significative che la memoria popolare della nostra gente ha lasciato e sedimentato lungo i secoli e i millenni.

Vi aspettiamo.

Tera Insubra

Resoconto della decima edizione de “L’Università d’estate” di Terra Insubre

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di Maria Vittoria Sala*

“Anche quest’anno si è svolta l’Università d’Estate, decima edizione dell’evento annuale organizzato Terra Insubre, associazione culturale avente l’obbiettivo di preservare e valorizzare il retaggio ancestrale delle popolazioni padano-alpine inserite in un contesto europeo Posti in un rifugio alpino nel meraviglioso contesto delle Alpi lecchesi (Comune di Casargo) , all’insegna della vita comunitaria e dei cibi tipici della tradizione locale, per tre giorni più di settanta tra studenti e relatori hanno sviluppato lezioni e dibattiti inerenti l’Europa, con la sua storia, la sua Civiltà e la sua geopolitica nel contesto del mondo contemporaneo, il quale rischia di vedere il tramonto di un Occidente messo alla prova da porzioni di Umanità non ancora indebolite da nichilismo e relativismo, e quindi non ancora disposte a scendere a compromessi quando sia in gioco la propria identità.
In quest’edizione si sono analizzate in particolar modo: la figura del cavaliere nella storia europea; le cosiddette Primavere Arabe ed i rischi che comportano per l’Europa; il diritto alla secessione nel nostro Continente; i rapporti tra Europa occidentale e mondo russo ortodosso; la crisi degli Stati nazionali in collegamento con la crisi economico finanziaria che sta investendo tutto il mondo.
Per quanto riguarda la classica proiezione cinematografica quest’anno i presenti hanno potuto ammirare la notevolissima opera del regista Uli Edel “La Banda Baader Meinof”, film storico che narra in modo crudo e documentaristico gli eventi legati alla Rote Armee Fraktion, organizzazione terroristica di matrice marxista che operò in Germania Ovest. A seguito della proiezione si è svolto il successivo dibattito, strutturato non da posizioni ideologiche ma dalla ferma volontà di comprendere un particolare evento storico che ha interessato gli anni ‘70 del Novecento: un periodo turbolento, ricco di contrasti e che ancor oggi rischia di suscitare più passioni irrazionali che analisi obbiettive. Proprio per questo un periodo storico che va studiato e dibattuto con profondità accademica e senza schieramenti ideologici. Cioè il vero scopo di un’associazione culturale quale Terra Insubre.
Passiamo ora alle relazioni che hanno arricchito il bagaglio culturale dei presenti.
Adolfo Morganti, esperto di storia militare e filosofia medievale e membro dell’associazione Identità Europea, ha descritto l’immagine del cavaliere, visto come figura eroica contrapposta al diavolo ed alla morte, nell’immaginario collettivo europeo in quell’essenziale periodo della nostra storia che va dalla parte finale del Medio Evo alla Pace di Westfalia del 1648, pace che, ponendo fine alla Guerra dei Trent’anni e dando inizio agli Stati Europei nella forma istituzionale quale li conosciamo ancor oggi, ha dato inizio alla vera Età Moderna. Età che solo oggigiorno appare in fase di superamento dalla turbinosa evoluzione mondiale post Guerra Fredda.
Giancarlo Giorgetti, membro della Camera dei Deputati ed elemento di punta nell’analisi delle problematiche economico-finanziarie, ha poi descritto, nella sua relazione Il crollo finanziario dell’Europa, l’attuale situazione economico-finanziaria del nostro Continente, con particolare riferimenti all’Italia e senza dimenticare le correlazioni extraeuropee. Nella sua esposizione Giorgetti ha esposto le cause dell’attuale crisi mondiale, le sue conseguenze politiche e sociali ed i suoi possibili risvolti geopolitici che inevitabilmente vedranno l’Europa del prossimo futuro di fronte ad un bivio: declino definitivo con insignificanza economica ed azzeramento delle identità culturali o maggior compattezza data dalla forza economica e da una superiore consapevolezza di sé unita al rispetto delle varie specificità interne al Continente.
Sempre in tema politico-istituzionale ha poi preso parola l’avvocato Vittorio Bottoli, che nella sua relazione Diritto alla secessione in Europa ha elencato i mali che attanagliano le grandi burocrazie statali ed in particolar modo quella italiana. Essenza dell’intervento il concetto che la burocrazia, nutrendosi di denaro privato per fini di casta e creando un potere parallelo a quello dei cittadini, va combattuta  attraverso la consapevolezza dei popoli. Tale consapevolezza si esprime al meglio nelle piccole patrie, dove il centro del potere politico-burocratico non è mai troppo lontano dai singoli cittadini. Da qui la maggiore efficienza amministrativa dei Paesi federali ed il diritto-dovere delle comunità locali alla secessione, qualora il potere centrale-burocratico si dimostri inefficiente ed opprimente.
A questo punto sempre in tema di diritto delle genti, ed in particolare di diritto dei governati, la parola è passata al dottor Claudio Berrino che, sotto il titolo di L’Europa dalla lotta di classe alle tensioni etniche, ha lucidamente spiegato come la lotta di classe, sebbene nella sua concezione marxista sia ormai uscita dalla storia, non si possa definire completamente superata. Semplicemente ha cambiato protagonisti, dal momento che le parti di questa lotta non sono più i i proletari da un lato contrapposti ai proprietari capitalisti dall’altro, ma i produttori contro i parassiti; coloro che lavorano e pagano le tasse rispetto a coloro che vivono di stato sociale e di sussidi. In questo contesto la tematica immigrazione, con tutti i suoi risvolti politico-sociali, rientra pienamente sia nella battaglia identitaria che in quella economica delle varie comunità europee.
Il dottor Massimo Lodi Rizzini, nella sua relazione La finanza internazionale: banche, lobby e complotti contro i popoli, ha descritto come gli eccessi di un’economia globalizzata e drogata da una crescita finanziaria non supportata dall’economia reale abbia portato ad alcune delle storture internazionali che oggi sono sotto gli occhi tutti, quali un potere bancario europeo che si è sostituito a quello dei popoli sovrani (con specifiche riferimenti all’Italia); il potere di poche lobby internazionali ormai così forti da condizionare l’ascesa e la caduta di Governi democraticamente eletti; le attività che questi poteri finanziari più o meno visibili attuano contro quei pochi Stati non disposti a seguire le loro regole.
Si è poi passati a Gilberto Oneto, storico intellettuale dell’identitarismo padano-alpino, ospite fisso dell’Università D’Estate insubrica. Oneto ha parlato dell’attuale situazione geopolitica europea dalla prospettiva del superamento degli Stati nazionali, descrivendo in particolar modo i casi italiano, francese e spagnolo, per passare poi alla descrizione dei sistemi virtuosi esistenti nei piccoli Paesi a dimensione regionale, quali Slovenia e Danimarca, ed alla funzionalità dei sistemi federali quali Svizzera e Germania. Conclusione dell’intervento è stata la spiegazione del perché lo Stato italiano, volente o nolente ed a prescindere dalle forze politiche che lo governeranno, sarà costretto ad una profonda ristrutturazione che ne cambierà radicalmente la natura istituzionale. Se invece si sceglierà l’immobilismo di Stato andremo incontro ad un collasso del Sistema Paese, con conseguenze imprevedibili.
Sorta di contatto tra il localismo identitario di Oneto e le analisi internazionali dei precedenti relatori è stato l’intervento di Enrico Martial, il quale partendo da posizioni fortemente europeiste ha esposto una tesi dal titolo Europa dei popoli o Unione europea? Due modelli a confronto, con la quale sono stati messi a confronto i vari modelli di possibile integrazione europea, senza risparmiare critiche al modello attualmente seguito dagli euroburocrati ma rifuggendo condanne di carattere ideologico. In tale discussione Martial ha tracciato una linea ideale che divide l’Europa degli sprechi e dei poteri forti da quella dei liberi popoli che democraticamente scelgono di mettere in comune i propri destini, ovviamente auspicando che il nostro Continente vada nella seconda direzione.
Nel puro stile di Terra Insubre, che si batte per tutelare l’identità culturale locale ma non dimentica le tematiche mondiali, si è passati poi ad un contesto internazionale: le Primavere Arabe ed il loro impatto sull’Europa, relatore Andrea Cavalleri, membro effettivo dell’associazione organizzatrice. Nell’esposizione Cavalleri ha spiegato lo sviluppo delle rivolte arabe che hanno visto il crollo dei regimi laici e l’emergere del fondamentalismo islamico come potere politico, analizzato Paese per Paese ponendo l’accento su tutte le specificità locali. Dall’esposizione è emerso quanto in Occidente giunga un’immagine distorta degli eventi che hanno sconvolto la sponda sud del Mediterraneo e che, se affrontati nel modo sbagliato, rappresenteranno un immenso pericolo per tutta la Civiltà Europea.
Infine, e per la prima volta graditissimo ospite di Terra Insubre, Alberto Rosselli, scrittore genovese autore di svariati libri e responsabile del trimestrale Storia Verità, ha intrattenuto la platea con la sua relazione Europa e Russia, quali prospettive?. Durante la sua esposizione Rosselli ha prima tracciato uno schema delle storie russa ed europea occidentale, storie separate da uno spazio geografico e mentale, ma comunque storie legate a filo doppio in quanto entrambe appartenenti alla comune appartenenza europea. Appartenenza mai spezzata nemmeno dalle dolorose vicissitudini storiche che hanno ripetutamente colpito le terre russe, quali l’invasione mongola, la dura autocrazia, l’affermarsi per settant’anni del terribile regime sovietico, la sconfitta nella Guerra Fredda contro il modello capitalista e la difficile eredità economico-sociale lasciata dall’URSS. Sintesi dell’intervento di Rosselli il punto che, essendo volenti o nolenti Russia ed Europa occidentale parti di un continuum inseparabile, devono e dovranno trovare un modus vivendi che esalti le potenzialità di entrambe senza pestarsi i piedi a vicenda; anche perché, nel mondo di oggi, tali e tante sono le minacce all’Europa, occidentale od orientale che sia, che permettersi campanilismi interni al Continente rappresenterebbe un suicidio per tutta la nostra identità ed il nostro retaggio. Una follia che non possiamo permetterci.
Questa è stata in brevissima sintesi l’Università d’Estate 2013, l’insubrico evento arrivato ormai alla sua decima e, ne siamo certi, non ultima edizione.”
 
Maria Vittoria Sala
Terra Insubre, Varese
Associazione Culturale Terra Insubre
via Frasconi, 4 – 21100 – Varese
http://www.terrainsubre.org
mail: segreteria@terrainsubre.org
fax 0332.286542
 

*originariamente pubblicato su StoriaVerità: http://www.storiaverita.org

La Lega e la cultura: abbasso l’intelligenza, viva la cadrega

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di GILBERTO ONETO

In un rifugio arroccato in cima alle Alpi lecchesi si è conclusa la cosiddetta Università dell’Estateorganizzata da Terra Insubre. È stata la decima edizione di un evento che consolida il suo ruolo di raro (se non unico) strumento di didattica rivolto ai giovani del vasto e frantumato mondo autonomista e indipendentista. Da questa “scuola” sono negli anni passate molte centinaia di giovani che sono venuti a stretto contatto con studiosi, giornalisti e politici che hanno qualcosa da dire, trasmettere e insegnare. L’operazione avviene in stretta coerenza con la lunga attività dell’Associazione culturale Terra Insubre che è un caso speciale per durata, costanza e capacità operativa che travalica di molto i confini identitari delineati dalla sua ragione sociale.Alcune considerazioni vanno fatte sulla vicenda e, soprattutto, sul ruolo giocato (o non giocato) dalla Lega nella cultura autonomista e nella sua diffusione nel mondo giovanile.La prima, amara, constatazione riguarda il fatto che a nessuno dei frequentatori di questi eventi, ma neppure di associazioni culturali o di iniziative di qualità sia mai stato attribuito un ruolo di qualche rilievo all’interno del partito. Sembra anzi (ma più che una sensazione è una certezza) che chiunque sia sfiorato dal sospetto di simpatie o competenze culturali vada scrupolosamente tenuto lontano dai luoghi dove si decide e opera. Sembra (ma è un’altra granitica certezza) che per avere ruoli nel partito o nelle istituzioni si debba fare professione di olimpica ignoranza, si debba essere – per usare una espressione “sgarbata” – delle capre o essere abilissimi nel sembrarlo. La frequentazione con una larga fetta degli eletti e dei rappresentanti dell’attuale Carroccio è in questo senso imbarazzante, e certo non fa del bene al comune progetto di libertà. Chiedere  a questi “fratelli De Rege” informazioni sul federalismo, sull’identità padana o sull’essenza dell’autodeterminazione è come coinvolgere un paracarro in un simposio sulla filologia baltica.  Hanno trasformato lo slogan un po’ truculento ma non privo di un suo appeal di luciferino romanticismo “Abbasso l’intelligenza e viva la morte!” dell’eroe franchista Millan Astray  in un più pecoreccio – ma redditizio – “Abbasso l’intelligenza e viva la cadrega!”La Lega ha sempre guardato con sospetto le associazioni culturali (con l’ovvia eccezione delle patacche belleriane) fino a osteggiarle duramente: se avesse impiegato contro gli avversari solo una porzione dell’energia messa a combattere La Libera Compagnia Padana, Terra Insubre, Raìse Venete, Dumà Nünch, Noste Rèis e cento altre iniziative minori, oggi la condizione politica generale sarebbe senz’altro migliore.Si assiste a un caso unico nel panorama italiano,ma anche mondiale, di un movimento giovanile di un grande partito che non abbia una rivista, un giornalino, un bollettino ciclostilato su cui esprimere e dibattere idee: non c’è al mondo un’altra comunità giovanile di quella estensione che non critichi, ragioni, litighi, cerchi e ricerchi.La Lega ha avuto (e ancora ha in parte) straordinarie occasioni e potenzialità di diffusionedi cultura e di informazione, di fare propaganda e creare consenso: ha preferito distribuire milioni di gadgets piuttosto che libri, ha gettato risorse in Miss Padania, giri ciclistici, circhi, campionati di calcio  e festival della canzone, ha chiuso una casa editrice e due settimanali, ha ridotto un quotidiano e una televisione a patetici paciocchi, inquina una radio potenzialmente deflagrante con ufo, cagnolini, massacri linguistici e altro becerume. Poteva raggiungere milioni di persone, tutte le famiglie della Padania, tutti i luoghi di incontro; poteva distribuire idee, sollecitare e incanalare pulsioni, trasformare la protesta e il risentimento di una grande comunità in idee, sogni e progetti.Oggi non serve sollecitare un partito di badanti, tesorieri e portavoce a diventare quello che non può essere. Serve  solo che ciascuno continui a fare la propria parte: questo giornale in primis, Terra Insubre e tutti gli altri operatori di buona volontà. Meglio ancora sarebbe inventarsi un coordinamento. Ma questa è un’altra storia.

Insubria Festival 2013 Marcallo

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Programma:
• h 10:00 – Apertura mostra “Simboli e leggende d’Irlanda”(Tensostruttura)• h 10:00 – Apertura campo storico dei “Lupi del Ticino” (Parco di Villa Ghiotti)• h 15:00 – Concerto itinerante con “Vagus animi”• h 18:00 – Stage di danze celtiche con “Meet the Fairies”(Tensotruttura)• h 19:00 – Aperitivo celtico(Tensostruttura)• h 21:30 – Concerto dei Gamba de legn• h 24:00 – Accensione dei fuochi sacri di Beltane(Parco di Villa Ghiotti)Ristorazione – per tutta la durata della manifestazione sarà attivo un servizio di ristorazione a cura dell’azienda agricola “Cirenaica” con prodotti a KM ZERO del Parco del Ticino 

Terra Insubre, ai confini del Ducato!

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Speciale Storia: ai confini del Ducato

Quella volta che il Veneto rischiò di diventare Lombardia…
di Alberto Costantini
A cavallo tra Trecento e Quattrocento, le rocambolesche vicende degli ultimi Carraresi, signori di Padova, si intrecciarono con le politiche d’espansione nelle Venezie di Gian Galeazzo Visconti.

Facino Cane e la crisi del Ducato di Milano alla morte di Gian Galeazzo
di Roberto Maestri
Gran condottiero al servizio del primo duca di Milano, dopo la morte di quest’ultimo acquisì titoli e potere personale che lo portarono a divenire governatore del ducato visconteo.

Sui confini nord-orientali del Ducato: Lecco e il suo territorio
di Roberto Stefanazzi
Pur nei mutevoli assetti politici, le frontiere nord-orientali dello Stato visconteo-sforzesco con quello veneto si congelarono di fatto nel corso del XV e dei secoli successivi.

Focus: Guido Morselli, insubrissimo ed austriacante

Piero Chiara? Meglio Morselli, amico degli Austriaci
di Paolo Mathlouthi

“Etsi omnes, non ego”. Vita controcorrente di Guido Morselli
di Mario Bernardi Guardi
Osteggiato dall’industria culturale impegnata, Morselli non vide pubblicati i suoi romanzi in vita. Ebbe fama solo dopo il suicidio, grazie a Roberto Calasso che lo riscoprì.

L’anello che non tiene. Riflessioni sull’Ucronia nell’opera di Morselli
di Andrea Marcigliano
Maestro indiscusso e consumato dell’invenzione letteraria, Morselli gioca con la Storia, auspicando nei suoi scritti esiti alternativi ed inattesi di fatti realmente accaduti.

Morselli e l’Immaginario
di Gianfranco de Turris
Votato alla scrittura come solitario avamposto esistenziale ed estetico, la vittoria dell’individuo sulla realtà si gioca per Morselli sulla riscrittura fantastica del Vero.

Archeoastronomia
L’ellisse di Biassono. Un altro nemeton dei Celti Insubri?
di Adriano Gaspani
Grazie alle numerose immagini trasmesse dai satelliti è possibile ricostruire con accuratezza anche una quarta struttura elittica “pitagorica” individuata in area insubre.

Genetica
DNA barbarico (e non) in Padania
di Stefano Spagocci
Alcuni aplogruppi prodotti dalle mutazioni del cromosoma Y, come R1b e R1a, mostrano frequenze coerenti con lo stanziamento celtico e germanico in Europa e in Valpadana.

In cima ai colli
Antiche fortificazioni della Pieve di Appiano
di Matteo Colaone (terza parte)
Prosegue la “caccia” alle architetture castrensi del Seprio orientale, che questa volta richiamano sia la guerra decennale tra Como e Milano che gli scontri duecenteschi tra Visconti e Torriani.

Archivistica
Il riordino dell’archivio “Pio e Miriam Bondioli”
di Massimiliano Carminati
La Soprintendenza archivistica lombarda ha disposto il riordino dei cospicui materiali dello storico bustocco, dono degli eredi, ora concluso e disponibile presso la Capitolare di Busto Arsizio.

Storia
Giuseppe Ferrari, il nostro deputato antiunitario
di Giuseppe Armocida
Studioso e personaggio politico varesino poco noto, ferrari ha lasciato un’eredità importante che risuona più che mai attuale a 150 anni dalla proclamazione dello Stato italiano.

Stori irlandes del W.B. Yeats

Per el Rinasciment de la nostra lengua mader
del Renato Ornaghi

I dodes occh selvadech
traduzion della Maria Vittoria Sala

Libraria
Storie per niente scontate di militari cisalpini nelle armate di Roma
di Giancarlo Minella

Sapori d’Insubria
Büséca a ra Milanèes – Trippa alla Milanese
di Vanessa Prat

Per ordini e iscrizioni:
segreteria@terrainsubre.org